Riqualificare in legno per migliorare la qualità della vita

Guscio è il sistema prefabbricato in legno che permette di ridare nuova vita agli edifici esistenti, riqualificandoli dal punto di vista sismico, energetico ed architettonico e con uno sguardo attento alla sostenibilità ambientale.

Riqualificare in legno per migliorare la qualità della vita

Riqualificazione energetica, sismica e architettonica del patrimonio edilizio esistente. Tutto in un’unica parola: Guscio.

Far aderire alle pareti di un vecchio edificio pannelli in legno coibentati, connessi tra loro e alla struttura, con la funzione di cappotto isolante ed energetico, guscio antisismico, ridando nuova vita all’edificio grazie a nuove linee estetiche architettoniche.

L’obiettivo primario è quello di rilanciare il valore immobiliare del patrimonio esistente sul territorio italiano mediante la riqualificazione, altresì favorendo processi di rigenerazione urbana, ecologia, sostenibilità grazie all’uso dell’edilizia in legno, materiale per eccellenza più sostenibile di tutti.

Un sistema di rigenerazione in armonia con l’ambiente e la filiera di recupero delle foreste e con le persone e ideale al conseguimento dell’obiettivo primario di neutralità climatica, adeguando l’Italia al Clean Planet for All che l’Unione europea si è data al 2025.

Processi rigenerativi per restituire dignità e valore a realtà urbane degradate

Ripartiamo da ciò che abbiamo. Il sistema non è una sfida tecnologica del legno, ma una realtà: la palestra dell’Istituto scolastico Don Milani al villaggio Badia di Brescia e l’edificio ALER di Prevalle sono gli esempi di come Guscio abbia oggi la sua concreta applicazione.

Roberto Scarsi, direttore tecnico di ALER Brescia, Cremona e Mantova che ha seguito i lavori di riqualificazione dell’edificio ALER di Prevalle, descrive così il sistema Guscio:

«I benefici di questo sistema sono molteplici: oltre a quelli più noti, quali la funzione di riqualificazione energetica, strutturale antisismica e di rinnovamento stilistico di immobili datati, si presta ad interventi in cui è possibile operare con edifici normalmente condotti dai residenti, senza dover riallocare i nuclei famigliari in nuove sistemazioni. 

Altro aspetto importante infine è ridare dignità e nuova valenza architettonica a edifici che hanno subito l’onta del tempo con l’ottenimento di altri molteplici benefici per la collettività».

Sui possibili sviluppi futuri di questa tecnologia nell’ambito dell’edilizia residenziale pubblica prosegue in questo modo: 

«Le innovazioni tecnologiche in edilizia sono frequentemente state sperimentate prima e poi utilizzate nel settore delle opere pubbliche, assolvendo anche all’importante compito di collaudo di soluzioni poi entrate nell’utilizzo comune. 

Questa come tutte altre soluzioni, devono essere correttamente valutate e impiegate per intervenire con processi rigenerativi in realtà urbane degradate. La casa è un diritto e quelle pubbliche ancor di più rivolgendosi a strati sociali disagiati sono un servizio essenziale, così le nuove tecnologie di rigenerazione dell’abitare tanto più avranno facilità esecutiva, flessibilità di impiego, sostenibilità ambientale tanto più verranno impiegate in nuovi interventi».