Casa passiva e casa in classe A: cosa cambia?

Casa passiva e casa in classe A: pensi che siano semplicemente modi diversi di dire la stessa cosa? Non è così, ti spieghiamo perché.

Casa passiva e casa in classe A: cosa cambia?

Ci sono standard e standard: dire Passivhaus non equivale a dire casa in classe A. Entrambi gli standard fanno riferimento alle prestazioni energetiche della casa, tuttavia ci sono delle differenze.

Innanzitutto:

  • Passivhaus è una certificazione volontaria e autonoma, e comprende un set di caratteristiche e significati ben precisi che elencheremo più avanti.
  • La certificazione della classe energetica di una casa, invece, è obbligatoria, tant’è che quando si vende una casa, al momento del rogito, è necessario presentare un attestato di prestazione energetica (APE) che mostra i consumi di energia legati all’immobile.

Le due certificazioni non si escludono a vicenda: una casa in classe A, se supera determinati test previsti dallo standard, può anche essere certificata Passivhaus.

Ma c’è di più.

Casa in classe A

La classificazione energetica riportata nell’APE è l’indice di prestazione energetica non rinnovabile (EPgl,nren), che indica il fabbisogno annuale di energia primaria non rinnovabile relativa a tutti i servizi erogati dai sistemi tecnici presenti.

Questo indice identifica la classe energetica dell’edificio in una scala da A4 (edificio più efficiente) a G (edificio meno efficiente). Per quanto riguarda la classe A, i requisiti da rispettare sono i seguenti:

  • Classe A4 < 0,40 EPgl,nren,rif, standard
  • 0,40 < Classe A3 < 0,60 EPgl,nren,rif, standard
  • 0,60 < Classe A2 < 0,80 EPgl,nren,rif, standard
  • 0,80 < Classe A1 < 1,00 EPgl,nren,rif, standard

Si prosegue poi con la B e si arriva sino alla classe G, che comprende tutti gli edifici a bassissime prestazioni energetiche (> 3,50 EPgl,nren,rif, standard).

Quali sono i fattori che possono facilitare la certificazione di una casa in classe energetica alta?

Per far sì che un edificio ottenga la certificazione classe A1 o superiori, esistono una serie di soluzioni costruttive che vanno considerate; quando queste soluzioni sono presenti singolarmente, o tutte insieme, è quindi più probabile che un edificio ottenga una classe energetica elevata:

  • Trovarsi in una buona posizione (esposizione a Sud e, eventualmente, naturalmente riparato da alberi)
  • Garantire un adeguato isolamento termico, grazie alla riduzione dei ponti termici ed alla presenza di un ottimo livello di coibentazione
  • La presenza di doppi o tripli vetri basso emissivi
  • La dotazione di un impianto di riscaldamento a basso consumo energetico, per esempio una pompa di calore abbinata ad un impianto fotovoltaico o a un impianto termico a pavimento.

Casa Passiva, o Passivhaus

La certificazione Passivhaus nasce negli anni Ottanta per indicare quegli edifici capaci, durante il periodo invernale, di riscaldarsi quasi esclusivamente con il calore del sole e con quello delle persone presenti al loro interno. Da qui, il termine “passiva”, ad indicare l’assenza di un impianto di riscaldamento attivo.

Oggi, una casa è detta “passiva” quando non ha bisogno di impianti convenzionali per soddisfare il proprio fabbisogno energetico, equivalente a circa 14 kWh/mq anno, e con un carico termico inferiore ai 10 W/m2.

Un altro fondamentale aspetto che la certificazione Passiva tiene in considerazione è la tenuta all’aria: è infatti obbligatoria la realizzazione di un test, noto come Blower Door Test, che verifichi che tutti i collegamenti e i componenti dell’involucro possiedano un’ottima tenuta all’aria.

I vantaggi di una casa passiva

Il concetto di Casa Passiva, in sé, ha assunto ad oggi un significato molto più completo: l’efficienza energetica ed il comfort termoigrometrico che un’abitazione di questo tipo può generare permettono di ottenere un livello di benessere abitativo molto alto durante tutto il corso dell’anno, con consumi e costi molto ridotti rispetto alle tradizionali abitazioni.