Coperture scatolari antisismiche

Tutti sappiamo come i terremoti siano un evento sempre più frequente sul territorio italiano e quali gravi danni comportano. Ciò che forse è meno noto è il perché si verifichino questi danni: perché gli edifici crollano? È questione di fortuna?

La fortuna non c’entra: la realtà è che più del 60% del patrimonio edilizio italiano è “vecchio” dal punto di vista del terremoto, ossia è stato realizzato prima della classificazione sismica del territorio italiano e dell’introduzione di adeguate norme per le costruzioni in zone sismiche.

Per questo è facile intuire come la maggior parte degli edifici esistenti non sono sicuri in caso di terremoto.

La maggior parte di questi è realizzata in muratura e rischia il crollo principalmente a causa dello scarso collegamento tra pareti e solai. È quindi necessario ricorrere ad interventi di adeguamento che mettano in sicurezza l’edificio e conseguentemente, coloro che ne usufruiscono.

La normativa ci viene incontro con il Sisma Bonus, cioè con un bonus fiscale ottenibile a seguito dell’intervento di adeguamento sismico che varia dal 50% sino al 85%.

Come funziona? Gli edifici vengono classificati da A+ a G in funzione del loro grado di rischio e i proprietari devono richiedere ad un professionista, ingegnere o architetto, la progettazione di un intervento di adeguamento che miri al miglioramento di classe dell’edificio.

Per il residenziale e gli edifici produttivi gli incentivi vanno dal 50% al 80%, per i condomini, spesso realizzati in muratura e quindi sottoposti a grave rischio, gli incentivi partono dal 75% e giungono sino all’85%.

Coperture scatolari antisismiche: funzionamento e case history

La domanda principale resta sempre la stessa: come posso mettere in sicurezza un edificio in muratura? E se l’edificio è storico e ha un valore per il patrimonio italiano?

A questo scopo Marlegno, in collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo, ha sviluppato un sistema ingegnerizzato per la riqualificazione sismica degli edifici in muratura con tetto in legno, ossia le coperture scatolari antisismiche.

In parole povere, se immaginiamo l’edificio come una scatola, queste coperture fungono da “coperchio” che chiude la scatola evitando che le pareti ribaltino in caso di terremoto, impedendo all’edificio di crollare.

Queste coperture possono essere realizzate con pannelli di legno multistrato, connessi tra loro e vincolati alle pareti perimetrali dell’edificio, senza sostanziali modifiche nella geometria dell’edificio. Una tecnica a secco, leggera, reversibile e minimamente invasiva che può essere efficacemente impiegata anche nelle nuove costruzioni.

Il primo intervento di copertura scatolare antisismica è stato realizzato nei mesi di marzo e aprile sul tetto di un’abitazione settecentesca a Chiavenna, in provincia di Sondrio.

Mantenendo la capriata in legno originaria, la copertura è stata riqualificata sismicamente ed energeticamente, con il conseguente miglioramento di ben due classi del grado di rischio sismico e la possibilità di accedere agli incentivi messi a disposizione dal Sisma Bonus.

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